L’Università del Massachusetts Dartmouth Center for Marketing Research ha recentemente completato il suo studio sull’utilizzo dei social media da parte degli enti di beneficenza degli Stati Uniti.
Lo studio mette a confronto l’adozione dei social media nel 2007, 2008, 2009 e nel 2010 da circa 200 grandi enti di beneficenza negli Stati Uniti sulla base di una lista compilata ogni anno dalla rivista Forbes.

2007-208 – Queste grandi aziende non-profit , piccole imprese e università hanno familiarità con l’utilizzo delle attività di social media. Usano Facebook, MySpace, Twitter, LinkedIn, YouTube, Foursquare), sms e video blogging . Un anno dopo, nel 2008, il secondo studio ha mostrato che l’atteggiamento non era cambiato molto: positivo ma nulla di veramente concreto.
2009 – Un notevole novantasette per cento delle organizzazioni caritative usano una qualche forma di social media. La situazione non cambia di molto rispetto agli scorsi anni.
I sessantaquattro per cento delle organizzazioni utilizzano il blogging, e non mostrano variazioni significative rispetto allo scorso anno. La consapevolezza della forza dei social diventa più concreta. Anche se sono aziende non-profit, dimostrano di avere un’acuta consapevolezza dell’importanza delle strategie nel Web 2.0 per raggiungere gli obiettivi.
Sono poi state condotte delle interviste ad alcuni responsabili molto importanti del settore non-profit, al fine di approfondire maggiormente alcuni temi.
Familiarità – Inizialmente il mezzo più familiare per loro è stato il blogging con il 62% degli intervistati che dichiara di essere molto familiare con esso. Un anno più tardi (siamo nel 2008) tuttavia, è stato il social networking che è piaciuto di più, con il 70% che dichiara di avere molta familiarità con il canale. Nel 2009, il social networking continua ad essere lo strumento più noto con l’88% dei dirigenti

Twitter – Un notevole 87% degli intervistati ha dichiarato di usare molto Twitter nel 2009. Questo numero sale al 91% per il 2010.
Dunque il novantasette per cento delle associazioni di beneficenza studiati ha un profilo su Facebook, il 96% ha una presenza Twitter e il 64% ha un blog.
Le grandi aziende non-profit continuano a superare le imprese ed anche le istituzioni accademiche in quanto a familiarità, l’uso, e l’attività di monitoraggio sui social network. Queste organizzazioni top hanno trovato un modo nuovo ed emozionante modo di coinvolgere le persone, volontari e donatori. Essi sono connessi e reagiscono tempestivamente, come dimostra la loro risposta alle recenti catastrofi.
Articolo scritto per Bipress.tv
